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Reitia: Dea della nostra memoria

Reitia: Dea della nostra memoria

Lo spettacolo tratteggia gli aspetti più significativi della civiltà Venètica come si è espressa prima dell'integrazione con Roma nell'area geografica attorno ad Este.

Partendo dai dati storici, lo spettacolo racconta l'arrivo di una popolazione autoctona in un luogo (Este) per costruire un tempio ad una divinità femminile, la dea Reitia, che, tra gli altri attributi, può anche essere chiamata dea della scrittura. Viene inoltre presentata un'altra figura, anch'essa femminile, realmente esistita: Nerka.
Il ricco corredo funebre che contraddistingue la tomba di Nerka da quella di molte altre ritrovate nel sito archeologico di Este, ha fatto supporre che si trattasse di una donna molto importante all'interno della comunità atestina.

All'interno dello spettacolo, Nerka diventa la Signora del gioco, colei attorno a cui si sviluppano molte azioni dello spettacolo. Attraverso Nerka viene presentato un breve spaccato di vita quotidiana, tentando una libera ricostruzione di quella che poteva essere la vita di quel tempo, all'interno della casa di Nerka, e fuori della casa con le attività principali quali l'agricoltura, la tessitura, la lavorazione dei metalli, la cura del corpo, gli incontri e l'amore.

Gli studiosi hanno supportato l'idea che il territorio estense si trovasse all'incrocio di quattro importanti vie di comunicazione, certamente attive nel tempo considerato (VIII-III sec. a.C.): da Est arrivarono le litigiose e guerriere "Genti dell'Illiria"; da sud-ovest gli Etruschi, probabilmente portatori della scrittura nella civiltà Venètica, da Sud arrivò l'eco della cultura greca (i Greci, stanziati ad Adria, non giungeranno fino ad Este) e infine, da Nord, caleranno le orde celtiche.

I Venèti verranno in contatto con tutte queste culture con l'atteggiamento di un popolo consapevole della propria civiltà e disposto a scambiare.
È questo il punto nel quale si chiariscono i caratteri più significativi della cultura dei "Venèti" che, a quanto si apprende dalle fonti storiche, è data dagli scambi commerciali, ma anche dall'arte di allevare e addestrare i cavalli e infine "l'Arte delle Situle", momento che segnala il passaggio dall'abilità artigianale alla creazione artistica.

La costruzione del tempio dedicato alla dea Reitia è il momento nel quale la civiltà assume un carattere peculiare. A differenza dei templi conosciuti (soprattutto in Magna Grecia) sembra che il tempio di Reitia non fosse dedicato esclusivamente al culto della dea, ma anche alla scrittura, cioè alla necessità prettamente culturale di conservare ciò che quella civiltà aveva prodotto e andava producendo.